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Giovani e futuro: Modula investe sui talenti del Distretto

 Energia, curiosità e voglia di mettersi in gioco: sono questi gli elementi che, secondo Alice Bellelli, Marketing & Communication Manager di Modula S.p.A., fanno dei giovani una risorsa strategica per le imprese. Durante la sesta edizione di Innovation Days 2026, presso il Teatro Carani di Sassuolo, la manager di Modula, azienda nata da un’idea dell’ingegner Franco Stefani e oggi leader nella progettazione e produzione di magazzini automatici per l’intralogistica, ha premiato i migliori progetti innovativi degli studenti, sottolineando l’importanza di costruire un dialogo sempre più stretto tra mondo della scuola e realtà produttive.

 

Dott.ssa Bellelli, lei ha premiato i progetti innovativi degli studenti delle scuole superiori: quanto è importante per un’azienda come Modula valorizzare i giovani talenti?

Per noi è fondamentale. Modula è un’azienda dinamica, fortemente orientata all’innovazione, e questo significa investire continuamente sulle nuove generazioni. I giovani rappresentano non solo il futuro, ma anche una risorsa concreta nel presente: portano energie nuove, punti di vista diversi e una naturale apertura al cambiamento. Negli ultimi anni abbiamo intensificato il dialogo con scuole e istituzioni, organizzando oltre 180 appuntamenti tra fiere, eventi, congressi in tutto il mondo di cui circa 10 dedicati direttamente agli istituti di formazione. Crediamo molto nell’orientamento: aiutare i ragazzi a capire cosa vogliono fare è già un primo passo verso il loro successo professionale. La nostra azienda ha un’età media sotto i 40 anni: questo dimostra quanto puntiamo su talenti giovani e su un ambiente che favorisca crescita, confronto e passione.

 Quali consigli darebbe a uno studente che deve scegliere il proprio percorso in un mondo del lavoro in continua evoluzione?

Il consiglio principale è: fare esperienza il prima possibile. Stage, alternanza scuola-lavoro, visite aziendali sono strumenti preziosissimi. Toccare con mano l’ambiente industriale, parlare con chi svolge già quel lavoro, vedere da vicino uffici tecnici, software e processi produttivi aiuta a colmare quel “gap” tra teoria e pratica che spesso crea disorientamento. È importante capire che c’è una differenza tra ciò che si studia sui libri e ciò che si vive quotidianamente in azienda. Per questo favoriamo molto il dialogo “tra giovani e giovani”: i nostri collaboratori under 30 raccontano le loro esperienze ai ragazzi, rendendo il confronto più immediato e autentico.  Il percorso non deve essere perfetto fin da subito: deve essere esplorato con curiosità.

È più importante seguire le proprie passioni o le opportunità del mercato del lavoro?

È una domanda che non ha una risposta netta: l’equilibrio sta nel mezzo. La passione è una leva fondamentale, perché è ciò che ti permette di crescere, resistere alle difficoltà e distinguerti. Allo stesso tempo, è importante essere consapevoli del contesto e delle opportunità offerte dal mercato. Chi riesce a unire vocazione personale e consapevolezza delle dinamiche professionali ha un vantaggio competitivo enorme. Oggi più che mai, le aziende cercano persone che non siano solo competenti, ma anche coinvolte e motivate.

Quali competenze, personali e tecniche, sono oggi indispensabili per lavorare nelle aziende del Distretto?

Le competenze tecniche sono importanti, ma stanno cambiando molto rapidamente. Pensiamo all’intelligenza artificiale: nel giro di pochi anni modificherà profondamente molte professioni, quindi ciò che oggi è “indispensabile” potrebbe non esserlo più domani. Quello che invece resta centrale sono le soft skills: curiosità, spirito di iniziativa, capacità di apprendere continuamente, attitudine al problem solving.  A queste si aggiungono competenze trasversali come la pianificazione, la capacità di utilizzare nuovi strumenti e soprattutto un approccio proattivo verso la tecnologia. Bisogna “allenare il cervello” al cambiamento. Chi sviluppa queste qualità sarà sempre pronto ad adattarsi, indipendentemente dall’evoluzione tecnica.

Che ruolo hanno l’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica nel vostro settore?

Hanno un ruolo sempre più centrale e, soprattutto, molto positivo. L’intelligenza artificiale non va vista come una minaccia, ma come uno strumento che può alleggerire le attività più ripetitive e meno gratificanti, lasciando spazio al vero valore umano: creatività, empatia, pensiero critico. In ambiti come il nostro ufficio tecnico, stiamo già vivendo questa trasformazione. L’AI supporta i processi, accelera alcune attività, ma non sostituisce la capacità progettuale e la visione delle persone. Chi saprà utilizzare questi strumenti in modo consapevole e intelligente avrà un vantaggio enorme. L’intraprendenza farà la differenza: è ciò che permette di non “appiattirsi” ma di evolvere insieme alla tecnologia.

 Quali sono oggi le figure professionali più richieste in Modula?

Cerchiamo diverse figure, ma in generale sono molto richiesti profili tecnici e digitali: ingegneri, sviluppatori software, specialisti dell’automazione, ma anche ruoli legati al marketing e alla comunicazione con competenze digitali avanzate. Detto questo, più che il ruolo specifico, cerchiamo un atteggiamento: persone curiose, motivate, con voglia di imparare e mettersi in gioco. Un dato interessante è che circa il 99% dei giovani che hanno svolto uno stage da noi viene poi confermato. Questo dimostra quanto sia importante il contatto diretto tra azienda e studenti. In un contesto segnato anche dal calo demografico, i giovani formati e preparati saranno sempre più richiesti e contesi. Per questo investire oggi su se stessi, sulle proprie competenze e sulla propria crescita personale è una scelta strategica.

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