Antiche pergamene, penna d’oca o pennino a punta piatta. Inchiostro ferrogallico realizzato con galle di quercia. All’Abbazia di Nonantola, si tramanda ai giovani l’arte della miniatura e della calligrafia medievale, come i monaci medievali che, nel segreto degli scriptoria, copiavano i testi antichi e miniavano i capolettera in oro. Chi sono questi moderni amanuensi? Eleonora Panzani, Sezione Servizi Educativi, spiega l’originalità e gli aspetti innovativi di questa arte antica.
Da alcuni anni l’Abbazia di San Silvestro a Nonantola organizza laboratori di scrittura medievale rivolti agli studenti. Quanti laboratori organizzate all’anno e quante scuole partecipano?
Ogni anno partecipano ai nostri laboratori circa settemila ragazzi provenienti da oltre centocinquanta scuole. I laboratori didattici sono stati avviati circa quindici anni fa, e da allora abbiamo registrato un notevole aumento delle richieste, grazie soprattutto al passaparola degli insegnanti e dalla diffusione che viene offerta alle scuole a inizio anno scolastico. Le scuole che vengono a visitarci e a vivere questa esperienza provengono da varie parti d’Italia: oltre che dall’Emilia Romagna, molte scuole provengono anche da fuori regione, come ad esempio dalla Lombardia e dalla Toscana. Le attività didattiche di scrittura e miniatura dedicate alle scuole, gestite da Maria Laura Bianchini e Francesco Gavioli, collaboratori per le attività didattiche, sono rivolte principalmente alle classi delle scuole secondarie, sia di primo che di secondo grado, con un approccio e un livello di difficoltà differente a seconda dell’età. Inoltre stiamo elaborando nuovi percorsi didattici, che affrontino tematiche differenti e che permettano di approfondire in modo particolare uno dei molteplici aspetti presentati in questo percorso, come ad esempio la produzione e l’utilizzo dei pigmenti, i colori usati nello Scriptorium, che derivavano dal mondo naturale e potevano dunque essere di origine vegetale, piuttosto che animale o minerale. Altri percorsi in fase di elaborazione sono pensati anche per la scuola Primaria: uno di essi è già stato realizzato e presentato, si tratta di un laboratorio che propone un incontro dei bambini con l’arte gotica del bellissimo Polittico realizzato nel ‘400 dal Lambertini per l’altare maggiore dell’Abbazia e recentemente restaurato. Essendo rivolta ai ragazzi, è un’attività ludica e pratica, come deducibile dal titolo: Caccia al tesoro fra le sale del museo, ed il tesoro è costituito dagli oggetti attribuiti ai santi raffigurati nel Polittico. Si cerca quindi, con questa attività, di offrire un primo approccio alla lettura iconografica delle opere d’arte.
Quali sono gli obiettivi di questa iniziativa?
Lo scopo dei nostri laboratori è avvicinare le giovani generazioni alla storia, all’arte, al patrimonio artistico in generale tramandato per secoli anche da questa Abbazia, e produrre un incontro con tali opere, oltre che con lo stesso ambiente Museo, che possa costituire per loro un’indelebile esperienza. A questo scopo la visita non si limita ad una presentazione di storie o beni, ma viene vissuta come un incontro vivo, completata da una fase di rielaborazione attiva, collettiva e personale, che permette di divenire attori di una storia in genere presentata solo sui libri. Queste esperienze laboratoriali, quindi, vengono proposte come momento di integrazione e di approfondimento delle tematiche affrontate dalla didattica scolastica.
Nei laboratori si ripropone l’attività dello scriptorium medioevale. Cosa si intende con il termine “scriptorium”?
Lo Scriptorium era il luogo del monastero in cui venivano realizzati i codici, a partire dalla preparazione delle pagine in pergamena, con la piegatura, la foratura e la rigatura, fino alla copiatura all’interno dello specchio scrittorio, completata da splendide decorazioni miniate; queste pagine venivano poi unite nella legatura ed infine veniva realizzata la decorazione della coperta, che poteva essere semplice cuoio o realizzata con preziose lamine decorate a sbalzo. Ogni monaco si specializzava in una mansione: l’amanuense ricopiava il testo in minuscola carolina utilizzando il calamo, il rubricatore realizzava le lettere pigmentate in rosso, il monaco miniaturista realizzava gli splendidi capolettera decorati a tralci. Era un lavoro faticoso, ma per i monaci il lavoro nello Scriptorium era considerato una forma di preghiera, e dunque veniva svolto con cura, raccoglimento e dedizione.
Dove era ubicato nel monastero nonantolano?
Lo Scriptorium nonantolano, purtroppo, non è più identificabile nella struttura dell’attuale Palazzo abbaziale; alla sua ubicazione non è stato possibile risalire nemmeno attraverso fonti documentarie, in questo caso assenti, o evidenze archeologiche.
Nel tempo dell’ebook, dei computer e dei ritmi frenetici si sta perdendo l’abitudine della scrittura a mano, prima forma del pensiero. L’attività dell’amanuense, figura centrale nella formazione del Rinascimento italiano, era copiare libri, lavoro lungo e faticoso. Perché riproporre oggi la figura dell’amanuense alle giovani generazioni? Quali valori e atteggiamenti può trasmettere?
I monaci amanuensi avevano capito l’importanza ed il valore del lavoro operoso come mezzo di evoluzione del sé e per gli altri, lasciando alle generazioni successive tante conoscenze importanti anche su varie attività pratiche. La copiatura, per loro forma di preghiera, era anche un modo per utilizzare in modo pieno e positivo il loro tempo, oltre che una forma di gratitudine verso Dio per i doni ricevuti, tra i quali le capacità che Egli aveva donato a ciascuno di loro. Anche oggi questa attività, anche se proposta, per così dire, in scala ridotta, permette ai ragazzi di venire a conoscenza delle proprie abilità e capacità che forse non sanno nemmeno di avere: si offre un’opportunità nuova, che può contribuire in modo positivo alla costruzione della personalità. Tali esperienze di scrittura sono sorte ovunque ultimamente, e non solo sono molto apprezzate, ma in taluni casi vengono utilizzate anche come attività di recupero di difficoltà o disturbi di apprendimento. L’utilizzo della tecnologia, comunque, oggi offre innumerevoli possibilità di valorizzazione dei beni culturali e si pongono come sussidio e compendio di queste attività manuali. All’interno del Museo diocesano di Arte Sacra di Nonantola, ad esempio, è possibile sfogliare le pagine dei preziosi codici miniati grazie ad uno schermo touch screen, che permette anche di ingrandire le immagini e gustare particolari altrimenti difficilmente osservabili.
Il percorso di scrittura medievale comprende anche la visita della Basilica e del Museo con attenzione particolare ai Codici medievali miniati ed alla sezione delle pergamene ed attività manuale. Quali sono le curiosità e le domande ricorrenti degli studenti rispetto all’epoca medievale?
Le domande poste dagli studenti variano ovviamente a seconda dell’età, che in genere è compresa tra gli undici e i sedici anni. L’interesse dei ragazzi è maggiore quando gli insegnanti hanno avuto la possibilità di anticipare gli argomenti qui proposti anche tra i banchi di scuola. In genere tra i più giovani l’interesse riguarda gli oggetti osservati, anche nei loro particolari: il sigillo in un documento in pergamena, il monogramma di Carlo Magno, le decorazioni delle preziose coperte, come quella dell’Evangelistario detto di Matilde di Canossa, specialmente in alcune caratteristiche peculiari, come le teste mancanti del Cristo in croce ed in Gloria. Queste curiosità, che possono apparire superficiali, in realtà non lo sono affatto, perché permettono di approfondire alcune conoscenze relative alle tecniche decorative e pratiche
L’Abbazia fu tra i grandi centri dell’Europa medievale. Grande importanza hanno l’Archivio abbaziale, i diplomi di Carlo Magno e di Matilde di Canossa e la biblioteca, composta da antichi volumi dal valore inestimabile. Un luogo, quindi, dalle enormi potenzialità turistiche. Quante presenze avete registrato negli ultimi anni?
Il Museo Diocesano di Nonantola e l’Abbazia, grazie anche alla valorizzazione offerta negli ultimi anni dai media (testate giornalistiche, importanti trasmissioni televisive), si trovano in questo senso in una fase di crescita. In occasione della riapertura avvenuta lo scorso Settembre, seguita ai lavori di restauro dopo i danni causati dal terremoto del 2012, una grande risonanza mediatica ha permesso la diffusione della conoscenza dell’Abbazia stessa. Molti turisti affollano il Museo, soprattutto nel fine settimana, e questo grazie al prezioso ed assiduo servizio prestato dai volontari che mettono tempo ed energie a disposizione delle visite guidate e del servizio di reception. Un afflusso abbastanza importante proviene anche da paesi europei, specialmente Francia e Germania. Questo grazie anche alla riscoperta, da parte delle persone, del gusto per la conoscenza di beni, opere e territori che non rientrano nel circuito del turismo di massa ma che comunque rivestono un’importanza notevole dal punto di vista storico ed artistico. L’Abbazia di Nonantola, centro di irradiazione religiosa, con la sua origine antica e la funzione fondamentale di cenobio a controllo di una vastissima estensione di terre e posta su una importante via di comunicazione, vide proficui contatti con altre abbazie anche d’oltralpe, e divenne centro fondamentale di produzione e diffusione della cultura e dell’arte. Inoltre le funzioni di ambasceria presso Costantinopoli, sede dell’Impero d’Oriente, affidate ai primi abati e testimoniate da preziosissime reliquie e reperti, ci permettono di capire quale importanza strategica dovesse allora rivestire l’Abbazia di Nonantola.
