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Archivio Mensile: Aprile 2021

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Premio DofE per i giovani: l’eredità del Duca Filippo di Edimburgo

Nella vita camminava tre passi indietro rispetto a sua moglie Elisabetta II mentre lei, Regina del Regno Unito, faceva la storia. Molti, però, non sanno che il Duca Filippo di Edimburgo, scomparso una settimana fa all’età di 99 anni, oltre ad aver amato e sostenuto per tutta la vita la monarca più importante al mondo, ha avuto un impatto ispiratore per milioni di giovani in tutto il mondo, incoraggiandoli ad essere protagonisti della propria vita e della propria storia, cambiando la loro vita. Il Duca lascia infatti una eredità eccezionale come fondatore del Premio Duke of Edinburgh’s International Award, il principale premio a livello internazionale rivolto ai giovani che riunisce esperienze pratiche e abilità per preparare i giovani alla vita. Fin dalla sua fondazione nel 1956 di più di otto milioni di giovani hanno partecipato al concorso in oltre 140 paesi e territori. Il principe Filippo di Edimburgo è stato il consorte più longevo di un sovrano britannico e ha affiancato la regina Elisabetta in moltissimi viaggi ufficiali nel Commonwealth e nel mondo. Grazie a questi viaggi e al patrocinio offerto a numerose organizzazioni britanniche, il principe Filippo ha avuto un’intensa vita pubblica come rappresentante della corona. Il DofE, attraverso il suo programma formativo, offre ai giovani la possibilità di affrontare le proprie sfide, seguire le proprie passioni, scoprire nuove competenze e fare la differenza nella loro comunità, unendo esperienze pratiche e competenze di vita. Il programma, che mira a ispirare e trasformare la vita dei giovani dai 14 ai 24 anni attraverso il volontariato, le attività fisiche e le spedizioni e opera, si basa sui principi e sulla filosofia del primo centro Outward Bound del Regno Unito, fondato ad Aberdyfi, Gwynedd, nel 1941. Il pioniere del centro era il mentore del Duca, il pedagogista tedesco Kurt Hahn (5 giugno 1886 – 14 dicembre 1974) considerato tra i padri dell’outdoor training e fondatore di alcune scuole che utilizzano ancora oggi il suo metodo. Il premio è volontario, non competitivo, equilibrato e gradevole, e richiede uno sforzo prolungato nel tempo. Ci sono tre livelli di premi: bronzo, argento e oro. I giovani creano in autonomia il proprio programma per il premio, stabiliscono i loro obbiettivi e registrano i propri progressi. L’unica persona contro cui competono è loro stessi, sfidando l’idea dei propri limiti.Scuole, college, università, datori di lavoro, club sociali, organizzazioni giovanili come Scout, Girl Scouts e Girl Guides, istituzioni per giovani autori di reato, organizzazioni religiose, club sportivi e altro ancora gestiscono il Premio.

Per raggiungere il premio i partecipanti devono completare le seguenti sezioni:
Volontariato: intraprendere il servizio agli individui o alla comunità

Fisico: migliorare un’area dello sport, attività di danza o fitness

Abilità: sviluppare competenze pratiche e sociali e interessi personali

Viaggio: pianificazione, formazione e completamento di un viaggio avventuroso nel Regno Unito o all’estero.

Il premio Duke of Edinburgh è il premio più importante al mondo per i giovani. Il suo programma equilibrato di attività sviluppa la mente, corpo e anima in un ambiente di interazione sociale e lavoro di gruppo. Incoraggia i giovani a vivere la vita come un’avventura.

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Lavoro: neolaureati materie Stem i più ricercati da aziende

Oggi le aziende, soprattutto in tempi di crisi, sono chiamate a investire nelle competenze della propria forza lavoro, sia sulle hard skills (capacità tecniche utili ad affrontare le trasformazioni tecnologiche) che le soft skills.  In tale contesto la formazione STEM viene sempre più utilizzata dalle aziende per gestire il cambiamento. Lo dimostrano anche i dati emersi dalla prima edizione dell’Osservatorio Nazionale sul recrutiment online di giovani neolaureati in Italia realizzata da Tutored, startup che si propone come punto d’incontro digitale di studenti universitari e neolaureati con le aziende. In base a questi dati nel 2020 i più ricercati dalle aziende sono proprio i laureati in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) con il 49% ed Economia (31%).  L’Osservatoro si basa sull’attività ad elevato engagement degli oltre 500.000 studenti iscritti alla piattaforma e di 50 grandi aziende e multinazionali, le cui interazioni hanno generato più di 87.000 candidature nell’anno di riferimento per le opportunità di lavoro pubblicate. Secondo l’indagine inoltre un annuncio di lavoro su 3 è relativo all’area Informatica&Tecnologia. Al primo posto tra le competenze ricercate, in 7 settori su 10, è la capacità di teamworking mentre la soft skill più apprezzata dalle aziende è la capacità di problem solving.   Gabriele Giugliano, co-founder e CEO di Tutored, afferma “Oggi più che mai, le società hanno bisogno di strutturare percorsi che permettano di svolgere l’attività di recruitment e di onboarding in modalità digitale. In tempo di pandemia  sia per le aziende che per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro è fondamentale comprendere quali sono i nuovi paradigmi e coglierne le opportunità”. Ma cos’è la formazione STEM? L’acronimo STEM indica un approccio all’apprendimento incentrato su quattro discipline:

  • Scienza (Science)
  • Tecnologia (Technology)
  • Ingegneria (Engineering)
  • Matematica (Mathematics)

Ciò che differenzia la formazione STEM dalla scienza tradizionale e dalla matematica è l’approccio. Nell’ambito STEM, infatti, queste quattro discipline non vengono considerate come materie a sé stanti ma integrate tra loro al fine di mettere in relazione il sapere e il sapere fare, la teoria con la pratica. La connessione di queste quattro discipline consente di sviluppare un’ampia gamma di competenze trasversali, tra le quali lo sviluppo di un diverso approccio al lavoro e la creatività necessaria per implementare sistemi di business moderni e innovativi che offrono alle aziende un evidente vantaggio competitivo.

In particolare lo STEM:

Favorisce l’ingegno e la creatività, perché si basa sull’apprendimento esperienziale e sulla sperimentazione.

Costruisce la resilienza, perché evidenzia il valore del fallimento come parte del processo di apprendimento.

Incoraggia la sperimentazione, poiché sollecita gli individui a sperimentare e correre rischi durante l’apprendimento.

Incoraggia il lavoro di squadra, e favorisce un ambiente collaborativo in vista del raggiungimento di un obiettivo comune.

Insegna a risolvere i problemi sviluppando il pensiero critico, fondamentale per risolvere i problemi. 

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Terza Media e Maturità: come saranno i nuovi esami?

Un appuntamento ormai imminente, quello degli esami di Maturità e Terza Media, conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione dell’ a.s. 2020/21 che si svolgeranno in presenza, come confermato da una ordinanza firmata dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Mercoledì 21 Aprile, alle ore 18,30, il terzo incontro sul tema della scuola organizzato dalle Associazioni Uciim Modena-Sassuolo e Viceversa, con il patrocinio del Comune di Sassuolo, in diretta streaming sulla pagina https://www.facebook.com/innovationdaysproject Nella puntata di Innovation Days, la Prof.ssa Alessandra Borghi, presidente UCIIM Modena – Sassuolo e già Dirigente Scolastico dell’IIS Volta di Sassuolo, dialogherà  con il Prof. Edoardo Piparo, Dirigente dell’Elsa Morante di Sassuolo e la Prof.ssa Simona Simola, Dirigente presso l’Istituto Comprensivo Fiorano Modenese 1 e con gli interventi di Corrado Ruini, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Sassuolo e di Luca Busani, Assessore con Delega alle Politiche educativo-scolastiche del Comune di Fiorano Modenese. Sarà una occasione per fare il punto sul funzionamento degli esami di Stato 2021, sia quelli relativi alle scuole medie che quelli posti alla fine delle scuole superiori. Ma anche per spiegare in quale direzione stanno andando le scuole medie e superiori del nostro territorio nel breve e nel medio termine. La proposta è rivolta a tutti i cittadini, in particolare a genitori, insegnanti, dirigenti e Istituzioni, per riflettere insieme su una realtà scolastica sempre più complessa e che richiede di rispondere a nuove sfide. Punto di forza saranno i punti di vista di tutti coloro che fanno parte della cosiddetta comunità educante per condividere, confrontarsi e insieme progettare una scuola aperta, collaborativa, in contatto con il territorio e con la città.  

Per partecipare alla diretta e fare domande ai relatori cliccare il seguente link: https://www.facebook.com/innovationdaysproject

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Premio DofE per i giovani: l’eredità del Duca Filippo di Edimburgo

Nella vita camminava tre passi indietro rispetto a sua moglie Elisabetta II mentre lei, Regina del Regno Unito, faceva la storia. Molti, però, non sanno che il Duca Filippo di Edimburgo, scomparso una settimana fa all’età di 99 anni, oltre ad aver amato e sostenuto per tutta la vita la monarca più importante al mondo, ha avuto un impatto ispiratore per milioni di giovani in tutto il mondo, incoraggiandoli ad essere protagonisti della propria vita e della propria storia, cambiando la loro vita. Il Duca lascia infatti una eredità eccezionale come fondatore del Premio Duke of Edinburgh’s International Award, il principale premio a livello internazionale rivolto ai giovani che riunisce esperienze pratiche e abilità per preparare i giovani alla vita. Fin dalla sua fondazione nel 1956 di più di otto milioni di giovani hanno partecipato al concorso in oltre 140 paesi e territori. Il principe Filippo di Edimburgo è stato il consorte più longevo di un sovrano britannico e ha affiancato la regina Elisabetta in moltissimi viaggi ufficiali nel Commonwealth e nel mondo. Grazie a questi viaggi e al patrocinio offerto a numerose organizzazioni britanniche, il principe Filippo ha avuto un’intensa vita pubblica come rappresentante della corona. Il DofE, attraverso il suo programma formativo, offre ai giovani la possibilità di affrontare le proprie sfide, seguire le proprie passioni, scoprire nuove competenze e fare la differenza nella loro comunità, unendo esperienze pratiche e competenze di vita. Il programma, che mira a ispirare e trasformare la vita dei giovani dai 14 ai 24 anni attraverso il volontariato, le attività fisiche e le spedizioni e opera, si basa sui principi e sulla filosofia del primo centro Outward Bound del Regno Unito, fondato ad Aberdyfi, Gwynedd, nel 1941. Il pioniere del centro era il mentore del Duca, il pedagogista tedesco Kurt Hahn (5 giugno 1886 – 14 dicembre 1974) considerato tra i padri dell’outdoor training e fondatore di alcune scuole che utilizzano ancora oggi il suo metodo. Il premio è volontario, non competitivo, equilibrato e gradevole, e richiede uno sforzo prolungato nel tempo. Ci sono tre livelli di premi: bronzo, argento e oro. I giovani creano in autonomia il proprio programma per il premio, stabiliscono i loro obbiettivi e registrano i propri progressi. L’unica persona contro cui competono è loro stessi, sfidando l’idea dei propri limiti.Scuole, college, università, datori di lavoro, club sociali, organizzazioni giovanili come Scout, Girl Scouts e Girl Guides, istituzioni per giovani autori di reato, organizzazioni religiose, club sportivi e altro ancora gestiscono il Premio.

Per raggiungere il premio i partecipanti devono completare le seguenti sezioni:
Volontariato: intraprendere il servizio agli individui o alla comunità

Fisico: migliorare un’area dello sport, attività di danza o fitness

Abilità: sviluppare competenze pratiche e sociali e interessi personali

Viaggio: pianificazione, formazione e completamento di un viaggio avventuroso nel Regno Unito o all’estero.

Il premio Duke of Edinburgh è il premio più importante al mondo per i giovani. Il suo programma equilibrato di attività sviluppa la mente, corpo e anima in un ambiente di interazione sociale e lavoro di gruppo. Incoraggia i giovani a vivere la vita come un’avventura.

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Rilanciare l’artigianato al femminile per combattere lo spopolamento in Spagna

A Madrid, un’associazione sostiene le donne che vivono nelle zone rurali nello sviluppo dei loro progetti. Piccole imprese legate all’artigianato. È un modo per combattere lo spopolamento di alcune regioni.

Helena ha trovato un’opportunità di business con il suo hobby: fare giocattoli con il legno. Ho imparato a dare forma ai miei progetti, a vedere le difficoltà e il valore di quello che faccio. una cosa che prima non vedevo. Prima non sapevo niente di marketing, contabilità, spese … “. Al progetto ha partecipato anche Karmele, che lavora con gioielli e smalti. Il workshop è stato anche l’occasione per creare un’associazione di artigiane. E comprendere l’importanza di concetti come il lavoro di squadra e cooperazione. “Siamo partite con i nostri piccoli progetti, ma gradualmente ci siamo rese conto che possiamo fare più cose come gruppo, essere molto più attive e più visibili”. Nonostante la pandemia abbia limitato la crescita dell’associazione, l’associazione è riuscita a promuovere progetti sostenibili, mettendo in contatto le artigiane con con piccole imprese consolidate per migliorare la loro formazione e le opportunità di business.

Dice un consigliere cittadino: “È perfetto per questo territorio. Perché ci permette di continuare a crescere senza intaccare il patrimonio che abbiamo, che è il contatto con la natura”.

La seconda edizione del workshop che si chiama proprio “radicate” è in preparazione. Dal 2015 ci sono programmi anche al di fuori delle zone rurali.

Dice la portavoce dell’organizzazione: “Non stiamo cercando il successo come lo intende la società. Per noi, il successo di un progetto è una donna che guadagna una vita dignitosa dal suo lavoro e fa ciò che le piace fare. E che può conciliare la sua vita, che è molto importante, con il suo lavoro”.

Per la prima volta quest’anno ci sarà una versione online del seminario in tutto il paese.

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Incentivi per imprese giovanili e femminili

Un piano per la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. L’iniziativa arriva dal Ministero dello Sviluppo economico, attraverso l’erogazione di finanziamenti agevolati a tasso zero.

In particolare, possono accedere al programma:

– le imprese costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– le imprese di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’Allegato I al Regolamento GBER;
– le imprese costituite in forma societaria;
– le imprese in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure da donne;
– le persone fisiche che intendono costituire un’impresa purché, nella configurazione approvata in fase di valutazione, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.

Sono ammesse, per un importo non superiore a 1.500.000 euro, le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi necessari alle finalità del programma, sostenute dall’impresa successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione o dalla data di costituzione della società nel caso in cui la domanda di agevolazione sia presentata da persone fisiche. Sarà possibie inviare le domande a partire dal 19 maggio prossimo.

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L’allarme di Cisl Emilia: le donne guadagnano il 47% in meno degli uomini

MODENA – La retribuzione media pro capite delle donne è inferiore del 47,6% rispetto alla retribuzione media pro capite degli uomini. Il reddito medio delle lavoratrici dipendenti, infatti, è passato dai 19.942 euro del 2015 ai 20.233 euro del 2019 (+1,5%). Nello stesso periodo, il reddito medio pro capite degli uomini è passato da 28.814 a 29.863 euro (+3,6%). Anche in termini percentuali, quindi, nel quinquennio 2015-2019 il reddito delle donne è cresciuto meno di quello degli uomini e il gap tra i generi si è ampliato. È il quadro riferito a Modena e provincia descritto oggi dalla Cisl Emilia Centrale, dopo un’indagine tramite i suoi Caf. Come commenta il segretario generale del sindacato William Ballotta, in particolare, “le ragioni del permanere di una così marcata differenza retributiva sono varie. Le donne hanno generalmente orari di lavoro inferiorinon sempre per scelta; sono adibite a mansioni meno qualificate, pur possedendo le stesse competenze e professionalità degli uomini; le progressioni di carriera sono più lente, perché le donne devono dedicarsi anche alla famiglia; i contratti di lavoro sono più precari”.

Nonostante Modena sia tradizionalmente un territorio a forte occupazione femminile (secondo l’Inps nel 2019 le lavoratrici dipendenti e indipendenti modenesi erano 162.793), aggiunge quindi Ballotta: “Anche da noi le donne sono, insieme ai giovani, soggetti deboli del mercato del lavoro. Dobbiamo al più presto mettere mano a questo problema che mina la coesione sociale e rallenta l’uscita dalla crisi. Servono interventi e misure sia a livello nazionale che locale”.

Fonte Agenzia DiRE – www.dire.it

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Donne over 50. Esonero contributivo per l’assunzione

La Circolare n. 32 del 22 febbraio 2021 dell’INPS chiarisce in merito all’esonero contributivo per l’assunzione di donne disposto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 16-19).

La Legge di Bilancio 2021 stabilisce che per le assunzioni di donne lavoratrici nel biennio 2021-2022, l’esonero è riconosciuto al 100%, nel limite massimo di importo di 6.000 euro annui ed è subordinato al requisito dell’incremento occupazionale netto (calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti).

In primo luogo, l’Istituto individua i datori di lavoro che possono accedere al beneficio.

Quanto alle lavoratrici per l’assunzione delle quali spetta l’incentivo , stante l’espresso richiamo alle disposizioni di cui all’art. 4, commi 9-11, della L. n. 92/2012, l’INPS chiarisce che si tratta delle “lavoratrici svantaggiate” e, quindi:

  1. donne con almeno 50 anni di età e disoccupate da oltre 12 mesi;

2. donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;

3. donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;

4. donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. L’espressione “priva di impiego” è da intendersi la lavoratrice svantaggiata che negli ultimi 6 mesi non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi, oppure coloro che negli ultimi 6 mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Infine, l’Istituto individua i rapporti di lavoro incentivati:

  • assunzioni a tempo determinato;
  • assunzioni a tempo indeterminato;
  • trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

L’incentivo, peraltro, è riconosciuto anche in caso di part-time, di rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro, nonché in caso di somministrazione.