L’arte di farsi domande

by / giovedì, 26 marzo 2020 / Published in Crescita personale

Lo spirito d’indagine è fondamentale per vivere consapevolmente. 

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Non è semplicemente un modo per risolvere problemi ma un metodo per assicurarsi di aver coscienza del mistero fondamentale della vita stessa e della nostra presenza sulla Terra.

Chi sono io?

Dove sono diretto?

Cosa significa essere…uomo, donna, bambino, genitore, studente, operaio, capo, carcerato, senzatetto?

Dove sono ora?

Qual è la mia strada, la mia funzione sul pianeta? 

Indagine non significa trovare risposte, specialmente rapide, frutto di un pensiero superficiale.

Vuol dire chiedere senza attendersi risposte, riflettere sulla domanda, portare l’interrogativo dentro di sé, lasciarlo filtrare, ribollire, cuocere, maturare, entrare e uscire dalla coscienza, come tutte le altre cose.

Per indagare non è necessario stare immobili. L’indagine e la consapevolezza possono aver luogo simultaneamente nel corso della vostra vita quotidiana. sono infatti la stessa cosa, provenienti da direzioni diverse. Potete porvi le domande di cui sopra mentre riparate la macchina, andate al lavoro, lavate i piatti, ascoltate vostra figlia che canta in una sera stellata di primavera o cercate un lavoro. Nella vita si presentano continuamente problemi di tutte le forme e dimensioni, compresi fra il trascurabile, il profondo e il predominante.

La sfida è affrontarli con spirito indagatore e improntato a consapevolezza.

 

Questo comporta domandarsi:” Cos’è questo pensiero, questo sentimento, questo dilemma?”. “In che modo lo risolverò?”. O, anche: “Sono disposto ad affrontarlo o a riconoscerlo del tutto?”. 

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ESISTE UN PROBLEMA?

Il primo passo è ammettere che il problema esiste, ossia che vi è disagio, tensione o disarmonia in qualche misura. Potrebbero occorrere quaranta o cinquant’anni prima che ci decidiamo a riconoscere alcuni fra i grandi demoni che portiamo in noi. Ma forse anche questo è un bene. L’indagine non ha scadenze. E’ come una pentola posta su una mensola: sarà pronta per cuocere quando vorrete prenderla, riempirla e metterla a bollire.

Indagare significa porre domande in continuazione. Abbiamo il coraggio di prendere in considerazione una cosa qualsiasi e chiederci: cos’è questo? Cosa sta accadendo? Vuol dire osservare attentamente per un periodo di tempo prolungato, interrogandoci: Cosa c’è che non va? Cosa si trova alla radice del problema? Quali prove vi sono? E quali collegamenti? Quale sarebbe una buona soluzione?

Chiedere, chiedere, continuamente chiedere.

L’indagine non consiste tanto nel pensare alle risposte, anche se domandare produrrà molti pensieri che sembreranno risposte, quanto invece nel prestare attenzione alle immagini evocate dal vostro interrogatorio come se foste seduti sulla sponda del fiume dei vostri pensieri, ascoltando l’acqua che scorre sopra e attorno alle rocce, ascoltando, ascoltando e osservando una foglia o un ramo trasportato dalla corrente.

 

Brano tratto dal saggio “Dovunque tu vada ci sei già” di Jon Kabat-Zinn

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