Perchè le relazioni sono importanti?

by / giovedì, 26 marzo 2020 / Published in Crescita personale

Sembra che sappiamo benissimo sin dall’infanzia che in un certo senso tutto è correlato, che questo accade come conseguenza di un’altra cosa e perché questo avvenga deve avvenire quello.

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E’ sufficiente ricordare i vecchi racconti popolari, come quello della volpe che beve gran parte del secchio di latte lasciato incustodito da una vecchia assentatasi per raccogliere legna per il fuoco. Costei, in un eccesso di rabbia taglia la coda alla volpe, dicendole che la ricucirà quando le sarà reso il latte. La volpe chiede latte alla mucca e questa chiede in cambio un poco d’erba; la volpe va sul campo per avere dell’erba e il campo le dice: “Portami dell’acqua”. Così la volpe si rivolge al torrente, che vuole una brocca. Tutto questo continua finché un mugnaio impietosito dà alla volpe del grano da dare alla gallina che farà l’uovo da dare al mercante che darà la perlina alla ragazza che ha la brocca con cui raccogliere l’acqua…così la volpe recupera la sua coda e se ne va soddisfatta. Perché avvenga questo deve accadere quello.

Nulla viene dal niente, tutto si rifà ad altro. Persino la gentilezza del mugnaio aveva un precedente.

Anche la natura ci insegna che tutto è collegato 

Analizzando qualsiasi processo possiamo vedere che vale sempre lo stesso principio. Niente sole o acqua, niente vita.

Senza le piante non esisterebbe la fotosintesi che produce ossigeno per la respirazione, quindi nessun genitore e nessun figlio. Senza i camion niente provviste per la città; senza fabbriche automobilistiche non vi sarebbero i camion, senza gli operai metallurgici non vi sarebbe acciaio per le fabbriche, senza le miniere niente acciaio e così via. Mancando le condizioni per la formazione dei pianeti non sarebbe esistito l’Universo e nemmeno la Terra.

Queste correlazioni non sono sempre semplici e lineari e solitamente le cose sono coinvolte in una rete complicata d’interrelazioni finemente equilibrate. Sicuramente la vita, la salute, la biosfera, sono tutti sistemi complessi di correlazione senza nessun punto di partenza o di arrivo assoluto. Così si può comprendere la futilità e il pericolo di consentire che il nostro pensiero trasformi ogni cosa o circostanza in un’entità assolutamente separata, senza consapevolezza delle interrelazioni e del flusso.

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TUTTO IL MONDO E’ IN PERENNE EVOLUZIONE…

Tutto è collegato ad altro e, nel contempo, contiene tutto ed è contenuto da tutto. Per di più ogni cosa è in evoluzione. Le stelle nascono, passano per stati successivi e muoiono; anche i pianeti hanno un ritmo di formazione ed estinzione.

Automobili nuove prendono la strada dello sfasciacarrozze ancor prima di lasciare la fabbrica. Rendersi conto di questo potrebbe ampliare il nostro concetto della transitorietà e aiutarci ad attribuire minor significato ad eventi, circostanze e rapporti in atto.

Potremmo apprezzare maggiormente la vita, la gente, i cibi, le opinioni e i momenti sapendo, per averli analizzati più a fondo, che qualsiasi cosa che ci riguardi ci collega col mondo intero in ciascun istante; le cose, i nostri simili e persino luoghi e circostanze hanno un’esistenza provvisoria e questo rende più interessante ciò che è momento, anzi, di fatto “ora” è tutto.

La consapevolezza della respirazione è un filo su cui s’infilano le perline dell’esperienza, di pensieri, emozioni, percezioni, impulsi, cognizioni e della coscienza stesa. La collana così creata è qualcosa di nuovo – non materiale in realtà, ma un nuovo modo di vedere, di essere, di sperimentare e, conseguentemente,  di comportarsi nel mondo.

Questo nuovo atteggiamento sembra collegare ciò che appariva isolato, ma effettivamente nulla sta a sé e la connessione è una necessità.

Cambiare punto di vista e modi di essere mantiene uniti i frammenti della vita per i quali si trovano nuove collocazioni; ogni momento è apprezzato nella sua interezza all’interno di un’entità più ampia.

La pratica della consapevolezza è semplicemente la continua scoperta del filo dell’interconnessione.

Ad un certo punto potremmo anche scoprire che non è del tutto corretto dire che siamo noi a creare il filo conduttore, ma piuttosto che prendiamo coscienza di un’interrelazione già esistente.

E’ il nostro modo di vedere che crea e mantiene la separazione

Siamo saliti fino a un punto di osservazione da cui  possiamo subito percepire la completezza e contenere il fluire dei momenti presenti con consapevolezza. I flussi della respirazione e dei momenti presenti si compenetrano, si intrecciano e si collegano producendo qualcosa di più ampio.

Brano tratto dal libro “Dovunque tu vada ci sei già” di Jon Katat-Zinn

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