Investire su se stessi per migliorarsi. Intervista alla coach Anna Piacentini

by / sabato, 23 marzo 2019 / Published in viceversa

Anna Piacentini, chi sei e di cosa ti occupi?

Sono una appassionata del mondo della formazione che ritengo una grande opportunità per conoscere sè stessi e riconoscere come dare spazio al proprio massimo potenziale. Mi occupo di progetti di happiness at work, performance&talent coaching e allenamento dell’equilibrio emotivo.

Cosa vuol dire per te essere una formatrice?

Significa poter aiutare le persone a scoprire il loro potenziale ed aiutarli ad esprimerlo per raggiungere i propri obiettivi e lavorare meglio in team. In particolare il nostro approccio si alterna tra formazione, facilitazione e coaching per poter rispondere nel modo più efficace sia alle richieste della committenza sia alle caratteristiche dei partecipanti. Quindi per essere un buon formatore, occorre sapersi muovere in modo fluido tra i tre ruoli e riprogettare in corsa i contenuti di dettaglio per rispondere ai bisogni che emergono per poi riportarli agli obiettivi dati dall’azienda.

Oggi, i giovani e non solo, si trovano di fronte a nuove sfide che prospettano rischi e opportunità. Stanno scomparendo numerosi posti di lavoro in settori tradizionali mentre nascono nuove figure professionali. Quali sono le competenze e le abilità più ricercate oggi dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Molte ricerche nonchè le analisi presentate al world economic forum, puntano l’attenzione sulle competenze comportamentali: sempre di più la gestione delle emozioni, puntare sui propri talenti differenzianti e sulla valorizzazione delle differenze saranno fattori che faranno da discriminante. Non sarà più sufficiente avere elevate competenze tecniche: la differenza la farà quindi l’atteggiamento e la visione del futuro.

Viviamo in un’epoca in cui la velocità domina su tutto, lavoro e vita personale.Chi non riesce a convivere con la richiesta di flessibilità rischia di rimanere schiacciato dalla velocità con cui avvengono i mutamenti. Quali consigli daresti a chi deve o vuole affrontare un cambiamento di vita o di lavoro?

Prima di tutto è importante riconoscere il proprio ritmo naturale e raffrontarlo con i ritmi attuali del mondo del lavoro: tanto più distanza c’è, tanto più importante è individuare delle strategie personali di compensazione per non rischiare di cadere in stress se non arrivare a situazioni di burn out dove la sensazione è quella di essere sovrastati dalla velocità. Le strategie possono essere diverse a seconda della nostra natura e dei nostri interessi: una corsa mattutina, fare yoga e riconnettersi col corpo, meditare, fare attività manuali come la cura del giardino o qualunque attività all’aria aperta.

Una volta che siamo in equilibrio con noi stessi, abbiamo la lucidità per analizzare ciò che la vita ci propone ed identificare un obiettivo e la conseguente strategia. In questi casi può essere utile anche fare un piccolo investimento su di sé e scegliere un percorso di coaching che ci permetta di ampliare la nostra visione, riconoscere le nostre capacità, osservarle da punti di vista diversi e disegnare una strategia per cavalcare il cambiamento.

Da qualche tempo stai approfondendo il modello della felicità in azienda”. Di cosa si tratta? 

Da qualche anno anche in Italia si punta l’attenzione sugli effetti positivi degli ambienti felici sia in termini di performance che di creatività ed efficientamento. La vera sfida è creare le condizioni affinchè i vertici aziendali identifichino questi progetti come strategici ed inseriti nel piano di sviluppo dell’impresa.

Fatal error: Uncaught Exception: 190: Error validating application. Application has been deleted. (190) thrown in /web/htdocs/www.viceversa-go.it/home/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273