“Socrate e il fatturato: benefici del Coaching dalla persona alle organizzazioni”

by / martedì, 16 maggio 2017 / Published in viceversa

Una giornata dedicata al coaching aziendale. In occasione della Primavera del Coaching è stato organizzato il convegno “Socrate e il fatturato: benefici del Coaching dalla persona alle organizzazioni“, venerdì 19 maggio alle ore 14.30 presso la Sala Poggioli nella sede della Regione Emilia Romagna. Incontriamo la Dott.ssa Deborah Morgagni, responsabile del Coaching Club Emilia Romagna per capire quali sono i benefici che il coaching porta in azienda.

1) Chi è Deborah Morgagni e di cosa si occupa?

Sono una coach, formatrice e consulente. Da oltre vent’anni mi occupo di formazione, orientamento, sviluppo organizzativo e delle risorse umane.

Sono anche Responsabile del Coaching Club Emilia Romagna, espressione territorale di AICP – Associazione Italiana Coach Professionisti, una delle più importanti Associazioni di Coach Italiane. Alessandra Di Luca è invece Vice responsabile del Coaching Club Emilia Romagna, che si confronta regolarmente e partecipa attivamente alla vita associativa.

2) Come è nata l’idea del convegno e quali sono gli obiettivi?

L’evento nasce nell’ambito della “Primavera del Coaching” una iniziativa organizzata già da qualche anno da AICP su tutto il territorio nazionale. AICP infatti è organizzata sul territorio attraverso delegazioni locali: i “COACHING CLUB” regionali. Questa iniziativa è promossa, appunto dal CC ER di cui io sono come dicevo la Responsabile, ma il lavoro è svolto in équipe in stretta collaborazione con un gruppo di coach associati. AICP si impegna costantemente per divulgare una corretta conoscenza del coaching e dei suoi principi ispiratori e per garantire la crescita e la massima professionalità dei soci. L’associazione professionale è iscritta nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ex legge 4/2013.

L’idea è quella parlare di coaching e dei benefici che può portare alle aziende ed alle persone che le compongono a partire da testimonianze concrete di lavoratori e organizzazioni che lo hanno sperimentato facendo emergere la sua funzione di catalizzatore della crescita (performance/ fatturato), che porta benessere ed auto-realizzazione (Socrate) a livello individuale e a tutto il contesto organizzativo.

3) Cos’è il coaching per le aziende e a chi è rivolto?

Questa metodologia può essere applicata in diversi ambiti, da quello personale (life coach) a quello sportivo, familiare, scolastico/formativo, di carriera, ecc.

In particolare il coaching in azienda è inteso come intervento rivolto all’azienda/organizzazione per supportare e sviluppare le capacità e le potenzialità delle sue risorse umane al fine di promuovere una migliore performance coerentemente alla mission, alla vision e alle strategie in atto dell’impresa stessa.

Il coaching nelle organizzazioni è un catalizzatore della crescita e del cambiamento, che porta benessere ed auto-realizzazione, sia a livello individuale che di contesto organizzativo.

4) Quali sono i benefici del coaching aziendale?

Il Coaching è una metodologia particolarmente apprezzata per la personalizzazione, in funzione delle esigenze del cliente, e per i risultati misurabili in tempi relativamente brevi. In pratica Il coaching è “tagliato sulla persona”, si concentra sui bisogni del singolo, sulle sue aree di miglioramento, intervenendo sulle sue convinzioni limitanti e sull’autoconsapevolezza del cliente. Mettere la persona al centro, assegnarle il ruolo di “esperto”, farla sentire capace di riflettere, imparare e ricomporre il proprio sapere verso nuove soluzioni, va sentire la persona stessa molto valorizzata e responsabilizzata, aumentandone la motivazione in modo esponenziale.

Un ulteriore elemento di grande efficacia del coaching risiede inoltre nella sua concretezza e nel lavoro one-to-one che lo caratterizza e che consente di tradurre in comportamenti concreti le idee acquisite. In tal senso è opportuno sottolineare quanto il coaching richieda una forte autoresponsabilizzazione e una reale disponibilità al cambiamento da parte del cliente.

Un ulteriore elemento di pregio del coaching concerne il suo “pragmatismo”, cioè la sua focalizzazione su obiettivi chiari, concreti, misurabili, monitorabili e, dunque, facilmente valutabili. Tra i principali benefici, solo per ricordarne alcuni, possiamo citare la riduzione di errori e/o attività duplicate, l’aumento della produttività, il miglioramento delle vendite e delle azioni commerciali, la risoluzione di conflitti, la migliore gestione delle informazioni.

5) Quali caratteristiche e competenze deve avere la figura del coach aziendale?

Quella di coach è una professione emergente che richiede studi specifici, competenze diversificate e la conoscenza dei contesti in cui si interviene. AICP offre alcune di queste risorse e, soprattutto, svolge un ruolo di indirizzo, orientamento e formazione permanente per i soci e per chi si avvicina al mondo del coaching. E’ fondamentale per l’Associazione avere chiare per se stessa e per i suoi associati le competenze distintive di un coach. Perciò, partendo da un modello delle competenze (Del Pianto, 2008), sono state declinate, secondo le tradizionali macro aree del sapere, saper fare e saper essere, le competenze del coach trasversali attuali e, con l’aggiunta del saper divenire e del saper stare insieme, le competenze trasversali potenziali (e potenziabili) del coach AICP. Il modello di competenze distintive AICP è presentato e illustrato qui: http://www.associazionecoach.com/associazione/le-competenze-distintive/

6) Quali sono le problematiche più frequenti in cui è richiesta dall’azienda la consulenza di un professionista?

Le situazioni possono essere diverse e vanno valutate nel contesto specifico, ogni intervento di coaching è unico, purtuttavia possiamo indicare alcuni ambiti principali in cui vengono richiesti interventi di coaching in azienda

– Rafforzamento della conoscenza di sé e della consapevolezza di punti di forza e aree di miglioramento personale,

– Facilitazione del cambiamento (nuovi prodotti/mercati, ruoli, obiettivi, ecc.)

– Promozione del benessere organizzativo, di una migliore qualità della vita personale e professionale e miglioramento del clima organizzativo

– Sviluppo della motivazione del personale

– Potenziamento dell’autostima e del senso di autoefficacia

– Stimolo della creatività e del pensiero positivo

– Sviluppo della capacità di problem solving e di decision making

– Miglioramento comunicazione interna ed esterna

– Incremento della capacità di lavorare in gruppo, di fare squadra, team building, ecc.

– Potenziamento delle capacità di definizione e perseguimento degli obiettivi

– Miglioramento delle capacità di gestione, motivazione e sviluppo dei collaboratori

– Incremento delle performance professionali

– Miglioramento della capacità di gestire il tempo e lo stress

– Sviluppo della capacità di leadership

– Potenziamento delle capacità di relazione e negoziazione

– Trasferimento on-the-job di nuove competenze apprese. 

7) Il coaching aziendale, rispetto ad altri paesi europei, è poco conosciuto. Quali sono gli ostacoli che impediscono una diffusione piena di questo strumento per la risoluzione di problemi?

In effetti il coaching è una disciplina relativamente nuova in Italia, anche se si è affermata da oltre 50 anni nel mondo anglosassone grazie a Timothy Gallwey, fondatore dell’Inner Game, e Sir John Whitmore, pioniere del coaching  nelle organizzazioni (recentemente scomparso), anche se le sue radici possono essere rintracciate nella filosofia greca antica, con particolare riferimento al pensiero di Socrate.

Stiamo certamente assistendo ad una crescente diffusione della metodologia anche nel nostro paese Italia (in pochi anni i Italia i professionisti del coaching sono passati da qualche centinaio a circa seimila), seppur non raggiungendo certamente i livelli di applicazione degli Stati Uniti e la corretta e specifica conoscenza dei principi metodologici che la caratterizzano.

Il metodo del coaching ha specifiche caratteristiche distintive ed elementi peculiari che lo identificano rispetto ad altre pratiche organizzative e discipline orientate allo sviluppo personale, professionale ed organizzativo, quali la psicologia, il counseling, il mentoring la consulenza, la formazione.

Proprio in tal senso AICP si impegna per divulgare attraverso l’impegno sul territorio una corretta conoscenza del coaching e dei suoi principi ispiratori.

Citando TimothyGallwey possiamo affermare che l’essenza del coaching “è liberare le potenzialità di una persona perché possa portare al massimo il suo rendimento: aiutarla ad apprendere piuttosto che limitarsi ad impartirle insegnamenti”.

Ma per coach cosa s’intende ?

Mi piace chiudere riportando la definizione Jane Turner esaustiva e caratteristica al tempo stesso :Né psicoterapeuta né giudice, ed ancor meno consigliere e formatore, il Coach, artista del far domande e del far riflettere, gioca un ruolo di specchio e di catalizzatore. Creatore di una sinergia positiva, offre alle persone accompagnate uno sguardo nuovo su se stesse e sulle situazioni che affrontano, aiutandole così a migliorare la loro performance, incoraggiandone al tempo stesso l’evoluzione personale e professionale”.

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