Intervista a Maria Claudia Galli, jewelry designer

by / sabato, 31 gennaio 2015 / Published in viceversa

 

Viceversa incontra in esclusiva la designer di gioielli Maria Claudia Galli titolare del marchio MariaClaudia. La sua poliedrica produzione combina colore, eleganza e una particolare finezza artigianale. A Viceversa la designer ci parla dei suoi disegni, la sua formazione e la sua arte. 

Iniziamo l’intervista con una sua personale definizione di gioiello

Un gioiello è un oggetto con cui si instaura un rapporto emozionale; “il gioiello”, quello perfetto ed unico per ognuno di noi, rappresenta il perfezionamento della propria immagine estetica e quindi della nostra immagine complessiva, espressione di ciò che siamo. Ogni donna ha il proprio gioiello “perfetto” che dovrebbe cercare, riconoscere ed indossare.

Quando è iniziata la sua attività di designer di gioielli e quali sono stati i suoi studi? 

La mia attività è iniziata, in punta di piedi, verso la fine del 1988 collaborando con alcune importanti ed esclusive ditte di oreficeria del bellunese. Alcuni monili venivano modificati su mio disegno e poi commercializzati.

Solo nel 2000, intuendo che il mercato dell’oreficeria richiedeva più vivacità e quindi colore, ho iniziato a proporre oggetti con pietre naturali in diverse tinte, con uno stile ben preciso che si differenziava dai Brand più commerciali. Da subito la scelta delle lavorazioni e dei materiali è stata quella dell’alta qualità. Il mio percorso di studi è composto da aspetti prima scientifici e successivamente artistici che mi hanno dato sia una visione razionale che creativa della professione che ho poi intrapreso, ma la mia carta vincente è stata la famiglia, in particolare i miei genitori. Mio padre, operatore del settore, mi ha introdotto nell’ambiente facendomi conoscere operatori, produttori e importatori, mentre mia madre, sarta come le sue cugine, mi ha iniziato ai segreti dell’eleganza e dello stile, del colore e della ricerca della qualità nei materiali.

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Per la creazione dei monili utilizza prevalentemente oro e pietre naturali creati secondo tradizionali tecniche artigianali. Da dove provengono le pietre da lei utilizzate?

Per le mie creazioni mi affido alla grande tradizione artigianale dei maestri orafi della Lombardia con cui ho un rapporto di strettissima collaborazione; le pietre utilizzate nei nostri monili provengono per la stragrande maggioranza dal Brasile ma anche, dalla Tailandia, dall’India e dall’Australia e vengono importate da ditte specializzate. Noi abbiamo sempre utilizzato una Ditta milanese che è proprietaria del marchio STONETHIC, che sta ad indicare che è vigile il controllo sulla filiera dall’estrazione alla lavorazione delle pietre.

Osservando le sue creazioni si denota come la qualità del materiale, il colore e la leggerezza siano componenti onnipresenti nei suoi gioielli. A cosa si ispira per creare le sue collezioni?

Quando si dà vita ad una collezione si deve pensare alla praticità dei monili mentre vengono indossati, devono essere facili, veloci e semplici da indossare; la leggerezza è un requisito fondamentale. Quando creiamo una collezione, in stretta collaborazione col mio gruppo di orafi artigiani, mi ispiro ad una donna determinata, molto impegnata che non rinuncia alla classe ed all’eleganza nonostante i tanti impegni della giornata, dal lavoro alla famiglia alla vita sociale.

Questa donna non rinuncia a perfezionare la propria immagine con gli accessori giusti, tra cui orecchini, bracciali ed anelli; dal canto loro, questi ultimi, devono essere leggeri, pratici da indossare ed intonati all’abbigliamento scelto.

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Recentemente ha progettato le collezione di gioielli New Jade e Rosso Corallo. Può descriverci il loro processo di realizzazione?

La collezione NEW JADE è stata realizzata perché la giada è un materiale che si riesce a tingere in bellissime e molteplici sfumature di colore e diciamo che la scelta di questo materiale è stata quasi obbligata per seguire l’esplosione di colori che la moda ci propone. La creazione del montaggio delle gocce di giada, con questa barretta che copre tutte le imperfezioni del lobo, è nato dalla necessità di trovare un elemento che coprisse eventuali imperfezioni dell’orecchio femminile.

La collezione ROSSO CORALLO, invece, è nata da una collaborazione con una ditta di Torre del Greco, con cui abbiamo voluto sfatare il mito che l’orecchino grande di corallo debba essere pesante. Abbiamo creato una collezione con il corallo lavorato a pezzetti sottili ma di superfice grande, ottenendo pezzi uno diverso dall’altro, incastonati nell’oro ad uno ad uno, realizzando, così, esclusivamente pezzi unici.

Qual è lo stile dei suoi gioielli in tre parole chiave?

Oserei esprimere il concetto che ciò che Mariaclaudia produce ha stile ma le 3 parole chiave sono: ELEGANZA, SOBRIETA’, UNICITA’ 

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Che tipo di donna ha in mente quando progetta una linea di monili?

Ti posso dire a che tipo di donna sto pensando ora che sto progettando la mia nuova linea di gioielli. Penso alla nuove regine, queste donne, non sempre di sangue blu, che con il loro charme, l’eleganza, gli studi e le specializzazioni, l’impegno sociale, ma anche la semplicità e la naturalezza stanno ammaliando i nuovi reali del mondo e i popoli che da sempre vivono in stati monarchici.

Queste nuove regine, come mi piace definirle, identificano la donna odierna, semplice e attuale, ma che punta all’impegno personale e sociale perché desidera migliorare il mondo in cui vive

Quali sono i 3 oggetti che una donna dovrebbe indossare ogni giorno?

Una donna prima di uscire di casa dovrebbe indossare ogni giorno, un paio di orecchini che valorizzano i toni del suo viso, un cappotto o un soprabito nel quale si sente avvolta e valorizzata e un po’ di rimmel, per allungare e rendere penetrante il proprio sguardo.

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Qual è la sua personale visione del futuro del marchio Maria Claudia Gioielli?

Mariaclaudia , da subito, si è posta sul mercato come un marchio di nicchia, infatti la distribuzione è molto accurata attraverso punti vendita selezionati sul territorio. Molti, tra i nostri punti vendita, appartengono al novero delle gioiellerie storiche delle varie località, in cui tradizione e professionalità si tramandano di generazione in generazione. Sicuramente si dovrà ampliare la rete distributiva e mantenere rapporti di stretta collaborazione con le gioiellerie, creando collezioni specifiche per la loro clientela più esigente ed anche eventi collegati a queste produzioni.

Quale consiglio darebbe a coloro che desiderano realizzarsi nell’arte dell’oreficeria?

A tutti coloro che desiderano realizzarsi nel settore dell’oreficeria e della gioielleria, come per qualsiasi altra attività imprenditoriale, consiglio di verificarne il proprio grado di passione e di interesse perché è un’attività totalizzante, la creatività e la passione non dormono mai. Sarebbe comunque opportuno poter accedere a degli stages in aziende orafe e frequentare corsi di formazione. E l’ultimo consiglio è avere tanta determinazione, tanta caparbietà e tanta voglia di lavorare.

Ha dei progetti per il futuro che vuole o può raccontarci?

Solo una piccola anteprima: oro giallo per incorniciare il volto delle donne di domani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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